The Original Poster Company Limited (OPC) festeggia i 25 anni di attività

Simon Warren-GashOPC, azienda leader internazionale nel campo della distribuzione di biglietti
augurali, fu fondata il 7 Febbraio del 1991.
Simon Warren-Gash, Presidente e Fondatore di OPC, proprio in occasione dei
festeggiamenti del 25 esimo anniversario ha ripercorso i momenti salienti di
questa splendida avventura imprenditoriale, sottolineando i traguardi raggiunti
dall’affiliante insieme alla sua rete di affiliati.

“ Un quarto di secolo è un bel pò di tempo.
Ci sono studi che dicono che circa il 50% delle attività imprenditoriali
sopravvivono per 5 anni, che più o meno un terzo dura 10 anni e che un quarto
è ancora operativo dopo 17 anni. Da lì in avanti è difficile persino ricostruire i fatti.
Quello che possiamo dire è che dalla sua fondazione OPC ha avuto un buon ruolino di marcia e che
l’obiettivo di tutti noi è di assicurarci che le fondamenta di questa organizzazione siano ancora così solide
da permetterci di crescere e di prosperare per i prossimi 25 anni e oltre.
La British Franchise Association (BFA) ci conferma che le imprese che operano con il franchising sono più
stabili e meno soggette al fallimento di analoghe imprese che non utilizzano questa formula.
Sulla pagina del sito della BFA che si occupa delle ricerche nel campo del franchising si legge che “ la
percentuale di aziende che cambia proprietario tra quelle in franchising è piuttosto bassa (4.6%), e il tasso
di insuccessi è decisamente inferiore rispetto a quello delle attività indipendenti. OPC può testimoniarlo.
OPC cominciò la sua attività in un edificio in affitto nell’area Richmond/Kew, nel sud est di Londra, con un
capitale iniziale di poco inferiore alle 50.000 sterline.
Una cifra che si dimostrò tristemente inadeguata per le ambizioni dell’impresa, malgrado il sacrificio dei
fondatori, che nei primi anni rinunciarono in tutto o quasi ai propri stipendi.
Un gradito “business angel” o investitore non operativo entrò in società nel 1993 e ci consentì di
ricapitalizzare l’attività. Questo investitore è ancora legato ad OPC, così come due dei tre fondatori.
I primi anni non furono facili. Malgrado OPC fosse spinta da un progetto ambizioso, da una chiara visione
e da grandi energie, era di fatto una azienda sottocapitalizzata e con risorse umane scarse.
L’attività non funziono’ subito come “da manuale” e furono commessi inevitabilmente alcuni errori nel
tentativo di rendere OPC un buon business.
Inizialmente gli obiettivi furono di raggiungere in tre anni una copertura completa del territorio nazionale
e una presenza internazionale.
Raggiungemmo entrambi i risultati grazie ad un lavoro intenso e determinato.
Dopo questo primo periodo passammo mesi interi all’estero, ogni anno, per cercare di impostare e
costruire la parte internazionale del nostro sistema franchising.
Tutto ciò richiedeva un costante bilanciamento degli sforzi, in UK e oltreoceano, per assicurare in tutti i
mercati una logistica adeguata per assicurare il costante approvvigionamento di prodotti di successo.
In definitiva va ammesso che gli obiettivi di sviluppo internazionale hanno inevitabilmente sottratto qualche
risorsa alla rete nel Regno Unito e in Irlanda, come pure in altre importanti aree di mercato.
Negli anni ci sono stati significativi cambiamenti sia nell’ambiente esterno che nell’ambito del mercato
della distribuzione e questo ha naturalmente influito sulla stessa OPC, che oggi è diversa da quella di tanti
anni fa.
La frase “ l’unica cosa costante è il cambiamento” è stata attribuita al filosofo greco Eraclito, nato nel 535
A.C., e questo concetto rimane vero oggi come quando fu espresso.
Quando OPC iniziò l’attività c’erano molti più punti vendita indipendenti di quanti ce ne siano oggi.

Da allora alcuni dei migliori sono stati acquisiti da catene o si sono uniti in gruppi d’acquisto, mentre i
meno qualificati sono stati costretti a chiudere.
Il risultato è che in Uk, 12 anni fa, abbiamo dovuto avvalerci della collaborazione di specialisti della
grande distribuzione.
Il mondo è cambiato oltre ogni aspettativa grazie allo sviluppo di internet e OPC oggi opera online con un
sistema informatico in grado di velocizzare molti processi.
Probabilmente il cambiamento più grande OPC lo ha fatto sul versante dell’offerta di prodotto.
L’azienda si è evoluta enormemente, passando dal ruolo di editore di nicchia, con una o due line di prodotto
collocate su un espositore a 30 tasche, a quello di uno dei maggiori distributori al mondo, in grado di
soddisfare una larga maggioranza di esigenze nel settore dei biglietti augurali e in grado di proporre una
grande varietà di soluzioni espositive.
Possiamo fare molti esempi dei cambiamenti effettuati da OPC nel modo di svolgere l’attività in tutti questi
anni.
Cambiamenti che hanno portato l’azienda ad essere oggi più efficiente e performante che mai.
Se non fosse stata in grado di anticipare le tendenze e di cambiare rapidamente, OPC non sarebbe più sul
mercato da tempo.
OPC quindi cercherà sempre di evolversi in armonia con il mercato e l’ambiente esterno, a beneficio di
tutto il sistema e di tutti i suoi attori.

I risultati in questi 25 anni sono stati straordinari:

  • Il fatturato totale delle vendite al dettaglio dei prodotti OPC è stimato nell’intorno dei 500 milioni di
    sterline
  • Sono stati venduti nei negozi circa 250 milioni di biglietti augurali
  • OPC ha creato opportunità di lavoro e dato vita a centinaia di imprese in molti Paesi del mondo
  • Ci auguriamo che ciascuno di questi biglietti abbia fatto piacere e sollevato lo spirito di qualcuno o di
    molte persone, spesso in un momento importante della loro vita.

25 anni dopo la partenza, il management di OPC riconosce di essere ancora all’inizio del proprio viaggio e
sa di avere continuamente bisogno di imparare, giorno dopo giorno, per fare in modo che tutti gli
imprenditori affiliati possano avere successo. Se siamo arrivati qui, è solo grazie al loro impegno e alla loro
lealtà.
La nostra sincera gratitudine va a loro e a tutte le persone che hanno affrontato con noi questa
meravigliosa avventura.”