Si può verificare a priori il corretto operato dell’affiliante nei confronti dell’affiliato?

2013-12-03
franchisee_satisfactionE’ certamente possibile valutare anche dall’esterno se il franchisor sta operando validamente a supporto dei suoi franchisees.
La legge sull’affiliazione commerciale mette a disposizione del candidato affiliato concreti strumenti di informazione preliminare.
Impone infatti all’affiliante di fornire, in sede di valutazione preventiva, la lista degli affiliati operativi al momento, nonché le variazioni anno per anno sia in senso positivo (nuovi affiliati) che in quello negativo (unità che hanno cessato di operare in rete), che la catena ha registrato negli ultimi tre anni o dalla data di avvio del franchising, se più recente.
Ciò fa sì che chiunque sia interessato all’affiliazione possa accedere a questi dati per verificare “lo stato di salute” di un sistema di franchising.
Per sfruttare al meglio questa opportunità di valutazione si deve però affrontare l’analisi con impegno, serietà e obiettività.
E’ del tutto lecito visitare gli affiliati esistenti verificando attraverso colloqui diretti, se accettati dall’interlocutore, il grado di soddisfazione di ciascuno.
Naturalmente si deve avere accortezza, educazione e rispetto dell’imprenditore.
Dobbiamo evitare tutto ciò che ci darebbe fastidio sentir chiedere od osservare, se fossimo noi nei suoi panni.
Va inoltre tenuto conto che in qualche caso i contratti di franchising contengono limitazioni all’affiliato in merito alle dichiarazioni a terzi, sia per rispetto della privacy che per tutela della segretezza della formula commerciale.
Ciò premesso, presentandosi come potenziali affiliati si riescono spesso ad ottenere le indicazioni che ci servono.
Nulla vieta infatti di porre domande e di osservare le reazioni e le risposte, né di cercare riscontri in loco sull’andamento dell’attività.
Ma non ha senso limitarsi ad incontrare l’affiliato più vicino e fare con lui quattro chiacchiere.
La soddisfazione o l’insoddisfazione del singolo non fa statistica.
Il “polso” sul corretto operato della casa madre si può avvertire solo attraverso l’analisi di un campione rappresentativo degli affiliati (ad esempio 5, in diverse aree di mercato).
Se le problematiche che emergono sono le stesse per tutti, è sensato dedurre che l’operato dell’affiliante in quell’ambito è carente.
Ma se ad esempio ciascun affiliato esprime critiche diverse, non è serio concludere che il progetto è deficitario in tutte e cinque le aree.
Con tutta probabilità in questo caso le carenze riscontrate dipenderanno più dalla situazione specifica del singolo, e andranno approfondite meglio, magari anche con l’aiuto dell’affiliante.
Con altrettanta serietà e realismo vanno “trattate” le informazioni relative alle variazioni anno per anno del numero di affiliati.
Non esistono infatti “progetti infallibili”, dove il tasso di mortalità delle unità affiliate sia sempre zero. Purtroppo è fisiologico che, nell’ambito del rischio di impresa, un certo numero di attività non funzionino.
Come pure è plausibile che non tutti i “matrimoni” tra imprenditori siano sereni ed indissolubili.
Fondamentale è accertarsi che la percentuale di insuccessi o di “separazioni” non sia eccessiva.
Altrettanto importante è indagarne le cause e magari chiedere alla stessa azienda affiliante spiegazioni convincenti sulla eventuale casistica negativa.